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 A) Produzione di calore:  Il calore prodotto dalla combustione dei rifiuti (calore residuo) nei forni dell'ICTR viene utilizzato per produrre acqua calda a 105°C  presso la centrale. La centrale può servire stutture situate a diversi chilometri di distanza.

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B) Distribuzione:  In qualità di  termovettore, l’acqua così riscaldata è trasportata dall’impianto ai singoli edifici mediante una stazione di pompaggio e una rete di tubature in acciaio, isolate ed interrate, a circuito chiuso. La rete di teleriscaldamento è costituita da due tubazioni affiancate ed isolate termicamente: una di mandata ed una di ritorno.

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C) Utilizzo: Raggiunto lo stabile, il calore viene ceduto attraverso uno scambiatore di calore, che sostituisce la caldaia, all'impianto di distribuzione interna. Nello scambiatore si realizza il passaggio di energia termica tra due fluidi, facendo sì che l'acqua calda arrivi all'impianto domestico per il riscaldamento e per gli usi sanitari grazie alla tubatura di mandata, e che quella fredda ritorni in centrale con la tubatura di ritorno, per essere nuovamente scaldata. Il tutto senza modificare gli impianti di distribuzione interni all'edificio (ad eccezione della caldaia, che non serve più).

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D) Cogenerazione:  L'ICTR produce attualmente ca. 14 MW elettrici dalla combustione dei rifiuti. Combinando l'impianto alla rete di teleriscaldamento, questa produzione è leggermente ridotta a favore di quest'ultima. Questa produzione combinata consente una massimizzazione dell'efficienza del sistema, notevolmente più performante rispetto alla generazione separata delle due fonti di energia.





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